mercoledì 12 marzo 2008

...un cammino da fare insieme...

Non camminare davanti a me,potrei non seguirti;

non camminare dietro di me, non saprei dove condurti;

cammina al mio fianco e saremo sempre amici.





Anonimo cinese.
ciaooo! a chi interessa ho aggiunto una cosina carina infondo alla pagina..sono solo alcune foto di me da sola o con amici o amiche o con Alessio..a me è piaciuto realizzarlo con la modalità "old film", che fa tanto cinema primi '900..
se vi piace chiedete pure, posso darvi qualche suggerimento!

Japanese for ever!






Che bello!ieri io e Daniele, il mio amico che fa lo steward a bordo dei voli Ryanair e per questa cosa lo vedo pochissimo in quanto ha base a Bergamo , abbiamo fissato in centro per andare a farci una bella mangiata (come se ne avessimo bisogno, eh?) di cibo giapponese: ne andiamo letterlmente pazzi !!una volta incontrati, dopo bacini e abbraccini e battutine, prendiamo le nostre bici che di bici hanno ben poco viste le condizioni in cui vertono, e raggiungiamo via Ghibellina dove c'è un sushi che fa un pò di tutto: pranzo, cena, take away tutto a prezzi bassissimi, fatto insolito per la cucina giapponese. Da fuori non è molto invitante e poi è una stanza e mezzo all'interno, ma visti i prezzi bassi esposti in vetrina, una volta mentre passavo in via Ghibellina questa cosa mi colpì!il ristorante si chima "SUSHI AURORA"..c'è un pò di tutto al buffet e tutto buono,però meglio non farsi tante domande riguardo! la cosa bella è che ti preparano il cibo davanti agli occhi, perchè la cucina è aperta. Fashion! Insomma dopo un pranzo davvero da abbuffata, perchè era sel service e potevi prendere tutto quello che volevi col tuo vassoinio quante volte volevi tanto la cifra restava SOLO 10.80 euro!!, abbiamo ripreso le nostre bici e abbaimo fatto un girettino in centro pieni zeppi che non ci si faceva a muovere!Dani, tesoro mio, siamo due piccole fogne.. non so come mai ma io con Daniele mi diverto sempre un sacco, riesce farmi ridere per ogni stupidaggine e a trascinarmi (beh nei limiti)che non ho più un autocontrollo nel fare le cazzate!quando era a Firenze, lo vedevo spessissimo, da una parte meno male che ci siamo un pò staccati fisicamnete sennò non sarei siuscita a studiare!dani, per me resti the best one per certe cose!

per chi volesse saperne di più contattatemi pure!riponderò il prima possibile..grazie
..

A chi attribuire la colpa di quasi tutto?Al DNA naturalmente!







Un’altra news in fatto di scienza: la nostra felicità dipende per un 50% da un gene presente nel nostro Dna, quindi è un fattore ereditabile, mentre l’altra parte dipende dalla qualità della vita. La ricerca è stata condotta su circa 900 individui,gemelli omozigoti ed eterozigoti, e ha portato a questa impensabile risposta: se siamo infelici a chi possiamo scaricare la colpa? Ma al DNA..quindi nei momenti di totale sconforto abbiamo il colpevole. Questa cosa mi rende scettica,ma non tanto per quanto riguarda la ricerca in sé che non commento, ma l’uso implicito che l’uomo possa farne per giustificare certi lati della sua vita. Ultimamente ci si nasconde dietro a queste sensazionali ricerche, es. è colpa di un gene se siamo obesi! Si certamente, è ormai chiaro che il fattore ereditario influisce, ma secondo me la parte determinante in queste situazioni la facciamo NOI con il nostro modo di comportarsi, di vivere di relazionarsi…voi che ne pensate?
Aspettando altre ricerche…



lunedì 10 marzo 2008

il tè delle 17...very english style..

Allora oggi io e la mia amichetta Erika siamo andate a portare il regalo a Massi (massiccio, il vero nome è Alessandro), un ragazzo dolcissimo, tenerissimo che sembra un cucciolotto della Trudi, che conosciamo da un bel pò di tempo. Insomma quando arriviamo ci fa aspettare davanti alla sua "casina" (dove abita saltuariamente) e sotto la pioggia perchè è in ritardo il suo amico inseparabile Vieri..insomma appena arrivati gli diamo il regalino comprato per il suo compleanno (ndr. è stato il 12 febbraio, queste cose accadono perchè non si ha mai tempo!) e già qui la prima gaffe: la signorina di Walt Disney's store aveva dimenticato il prezzo sopra la tazza in bella vista!..poi via via il pomeriggio scorre tra ricordi, cazzate combinate, aggiornamenti veloci di pezzettini di vita vissuta/amorosa reciproci, idee per le vacanze ...e tante risate..era un pò che non ridevo così tanto..e questo è insolito per me che tutti dicono che sembra che abbia una paresi facciale (stile sig.rina...uhmm non si può dire vero Ale??)perchè spesso e volentieri ho il sorriso sulle labbra..perchè sono positiva di natura per le cose altrui o in genreale ma quando si parla di me sono pessimista! vieri e l'Erika ( ehhh cara mia non negare) poi sono stati ironici e iper maliziosi, beh non posso aggiungere altro..ci siamo lasciati con la promessa di fare al quanto prima una cena e lì per mettere d'accordo tutti...chi un ristorante di cucina estera, chi per la cena a casina..e appena ho tirato fuori l'agendina per concordare il giorno sono partite le prese di culo perchè sono troppo organizzata..ci credo!cmq ho già capito come va a finire: che si rimanda perchè non ci si incastra!questo pomeriggio, che è durato appena due ore ci voleva proprio, un break nella solita, incasinata e frenetica routine..grazie ragazzi..bacini

....Amore, amabile follia...


La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?'. 'Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità. 'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare'. Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. '1,2,3. - la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove. 'CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.' La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: 'Dov'è l'Amore?'. Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L'Amore accettò le scuse. Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

P.S "Psiche rianimata dal bacio di amore", 1793 di Antonio Canova Parigi, Museè du Louvre

domenica 9 marzo 2008

“La farfalla non dispone di mesi, ma di attimi. E il tempo le basta” Tagore.

Le farfalle mi hanno sempre affascinato per i loro scintillanti colori che inevitabilmente mi riportano ad una sensazione di gioia, sia per le forme così leggiadre ed esili, sia per i flessuosi movimenti mentre svolazzano di fiore in fiore con quel battere d’ali così impercettibile ma nevrotico allo stesso tempo. Le farfalle sembrano fregarsene del mondo che le circonda; la loro, per quanto breve, esistenza non è influenzata dalle condizioni esterne, ma si concentra soltanto su di sé, e forse proprio per questo attira i nostri sguardi, la nostra invidia, poiché anche noi vorremmo di tanto in tanto saperci staccare dalla realtà e volare via. La farfalla è lontana da tutto, ella svolge la sua funzione incantando lo sguardo..impollina senza volerlo i fiori e porta vita proprio mentre sta per perderla..è così fragile che sembra finta e le sue ali sono tempestate di polvere magica dorata come fosse una creatura fatata. Una volta toccata e persa quella polvere torna a essere una creatura normale..peccato!a questo mondo ce ne sono sempre meno e quelle davvero belle sono protette dentro delle specie di musei..E il bello è che l’uomo cerca di proteggerle quando è lui stesso ad ammazzarle!!che controsenso..Credo di essere sempre stata legata alle farfalle in qualche modo perché ripensandoci le reincontro nelle tappe della mia vita:da bambina le disegnavo ovunque con i contorni, il corpo e le antenne nere e le ali grandi e piccole di mille colori, ho avuto più di un diario con le farfalle, ne ho fotografate diverse ultimamente..spesso e volentieri perdendo l’attimo..così ritrose nel farsi immortalare. La farfalla è legata anche all’idea del viaggio..un viaggio breve o lungo ma fatto di piccoli tocchi in qua e là per cercare di vedere più cose possibili. Il mio perenne desiderio di viaggiare è come una strana sete, quella di conoscere e vedere, toccare direttamente, e così è pure la farfalla, che non si lascia sfuggire un fiore, un filo d’erba, che non si ferma mai…la farfalla sembra libera. Non ha un cammino da fare a tutti i costi, segue in qualche modo il suo istinto di vita. Inoltre da quattro anni alla finestra della mia camera è attaccata un farfalla speciale, che mi ricorda una cara persona che ora non c’è più perché quando la feci ero con lui in bellissimo settembre; anche lui giovane se ne è andato proprio nel fiore della sua vita, un nascere e vivere troppo breve ma almeno intenso. E pensare che la feci tre mesi prima che arrivasse l’eterno inverno…Scusate se pecco di modestia ma io mi sento un po’ farfalla..adesso sono nella fase bruco: “Il bruco (o larva) è il lungo, vita senza fine. Ha spesso delle bande interessanti. È la fase di sviluppo e di alimentazione. Mentre si sviluppa, si libera delle relative pelli quattro o più volte in modo da accludere il relativo corpo velocemente crescente.” Anch’io sto sviluppando non più il corpo bensì la testa e mi alimento delle cose che vedo, imparo, noto, capto, e tutto rientrerà nel mio bagaglio di vita, ma ancora non mi sento pronta a prendere il volo, cresco e continuo a “fagocitare” il mondo intorno a me e se pure è vero che ho ancora delle bende che mi tengono legata, esse se ne andranno da sole al momento opportuno, cioè quando sapranno che sono pronta a svolazzare… le farfalle non hanno tempo, non hanno la nostra concezione di tempo, nascere e vivere è tutt’uno come se Dio avesse donato loro una grande bellezza, tuttavia effimera.

La mia prima volta...

Eccoci qua.. anch’io alle prese con un blog, chi l’avrebbe mai detto? Certamente le persone che mi conoscono sanno che non ho simpatie per i bloggsss.
Comunque, tolti i primi dubbi del tipo, “Come si crea? Che devo fare?” ecc., sono nati quelli riguardanti la mia psiche malsana: mi interessa davvero o lo faccio perché devo farlo? Innanzitutto non esiste niente che uno DEVE fare, tutto è (relativamente) facoltativo. Tuttavia, dopo una breve esitazione, mi sono detta: “Giulia il tuo rapporto col computer non è poi così malaccio come credi (ndr: anche se da solo un anno ho capito come diavolo funziona il copia-incolla) quindi forse unisci l’utile al dilettevole e ti diverti anche.”
Ciononostante il problema maggiore è un altro, e risiede nella natura stessa del blog. Esso infatti, teoricamente, dovrebbe essere un luogo dove parlo di me e attraverso cuiì la gente può conoscermi e leggere di me: ecco, sinceramente non so se ho voglia che questo accada, che il primo che passa pssa leggere di me… Poi mi sono fatta forza e ho pensato: “ma Giulia sai quante persone ci saranno nella tua situazione?”. Inoltre devo confessare che la mia allergia al blog e ai blog altrui è nata soprattutto da un substrato di pigrizia che avanza: mi fa fatica anche pensare a cosa devo scrivere in quello degli altri, figurarsi nel proprio! “Giulia ma questa è la volta buona per scrollarsi di dosso questo difetto, suvvia datti una mossa!”. Detto fatto… così è nato il mio blog “Pirula Svolazzante”.. incrociamo le dita!