Le farfalle mi hanno sempre affascinato per i loro scintillanti colori che inevitabilmente mi riportano ad una sensazione di gioia, sia per le forme così leggiadre ed esili, sia per i flessuosi movimenti mentre svolazzano di fiore in fiore con quel battere d’ali così impercettibile ma nevrotico allo stesso tempo. Le farfalle sembrano fregarsene del mondo che le circonda; la loro, per quanto breve, esistenza non è influenzata dalle condizioni esterne, ma si concentra soltanto su di sé, e forse proprio per questo attira i nostri sguardi, la nostra invidia, poiché anche noi vorremmo di tanto in tanto saperci staccare dalla realtà e volare via. La farfalla è lontana da tutto, ella svolge la sua funzione incantando lo sguardo..impollina senza volerlo i fiori e porta vita proprio mentre sta per perderla..è così fragile che sembra finta e le sue ali sono tempestate di polvere magica dorata come fosse una creatura fatata. Una volta toccata e persa quella polvere torna a essere una creatura normale..peccato!a questo mondo ce ne sono sempre meno e quelle davvero belle sono protette dentro delle specie di musei..E il bello è che l’uomo cerca di proteggerle quando è lui stesso ad ammazzarle!!che controsenso..Credo di essere sempre stata legata alle farfalle in qualche modo perché ripensandoci le reincontro nelle tappe della mia vita:da bambina le disegnavo ovunque con i contorni, il corpo e le antenne nere e le ali grandi e piccole di mille colori, ho avuto più di un diario con le farfalle, ne ho fotografate diverse ultimamente..spesso e volentieri perdendo l’attimo..così ritrose nel farsi immortalare. La farfalla è legata anche all’idea del viaggio..un viaggio breve o lungo ma fatto di piccoli tocchi in qua e là per cercare di vedere più cose possibili. Il mio perenne desiderio di viaggiare è come una strana sete, quella di conoscere e vedere, toccare direttamente, e così è pure la farfalla, che non si lascia sfuggire un fiore, un filo d’erba, che non si ferma mai…la farfalla sembra libera. Non ha un cammino da fare a tutti i costi, segue in qualche modo il suo istinto di vita. Inoltre da quattro anni alla finestra della mia camera è attaccata un farfalla speciale, che mi ricorda una cara persona che ora non c’è più perché quando la feci ero con lui in bellissimo settembre; anche lui giovane se ne è andato proprio nel fiore della sua vita, un nascere e vivere troppo breve ma almeno intenso. E pensare che la feci tre mesi prima che arrivasse l’eterno inverno…Scusate se pecco di modestia ma io mi sento un po’ farfalla..adesso sono nella fase bruco: “Il bruco (o larva) è il lungo, vita senza fine. Ha spesso delle bande interessanti. È la fase di sviluppo e di alimentazione. Mentre si sviluppa, si libera delle relative pelli quattro o più volte in modo da accludere il relativo corpo velocemente crescente.” Anch’io sto sviluppando non più il corpo bensì la testa e mi alimento delle cose che vedo, imparo, noto, capto, e tutto rientrerà nel mio bagaglio di vita, ma ancora non mi sento pronta a prendere il volo, cresco e continuo a “fagocitare” il mondo intorno a me e se pure è vero che ho ancora delle bende che mi tengono legata, esse se ne andranno da sole al momento opportuno, cioè quando sapranno che sono pronta a svolazzare… le farfalle non hanno tempo, non hanno la nostra concezione di tempo, nascere e vivere è tutt’uno come se Dio avesse donato loro una grande bellezza, tuttavia effimera.
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4 commenti:
Ma che sei, una verde???
Giulia....se continui così il tuo blog farà la fine della farfalla....dopo una settimana muore! :) baci affettuosi, Daniele.
Ciao Ciao Pirulina ;-)
Ma... Non ci posso credere sto commentando il tuo blogghe!
Ma ti pare il caso! Vedo che hai messo Enya... MOLTO BENE! ;-)))
Ritentiamo!
Ti rendi conto che casino per scrivere su 'sto blogggghhheee!
Ma... io bo!
Comunque vedo che hai messo Enya, inizi finalmente a capire qualcosa di Musica...
Tanti bacini dalla Tua amica Erika, P.U.
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